IPv4 address exhaustion

February 2nd, 2011


IPv4 IPv6 Statistics 2 February 2011
Internet user, you should know that IPv4 address exhaustion is becoming closer, or let’s use a more appropriate term: imminent!

As you can see from the image on the right (a screenshot taken from the Hurricane Electric web site) the countdown for the estimated date of IPv4 address exhaustion will reach 0 tomorrow! In fact, the last free IPv4 /8 block has been assigned in these days by IANA.

Who is IANA? IANA is the authority that distributes addresses to the regional Internet registries (such as RIPE), for assignment to end users and local Internet registries (such as ISPs). The IPv4 address list has 256 blocks, each block has 16,777,216 /8 addresses, so we have 4.3 billion IPv4 total addresses.

What will happen now?

You may have heard about IPv6, the ‘new’ Internet Protocol, established in 1998 to supplant IPv4. Whereas IPv4 uses 32 bit addresses, IPv6 uses 128 bit addresses, which dramatically increase number of available addresses from 4.3 billion to:

340,282,366,920,938,463,463,374,607,431,768,211,456

But, is the world ready to migrate? I don’t think so.

Someone can say migration has already started. In fact every modern OS has an IPv4/IPv6 dual-stack  implementation, but this is not true for network devices, such as most of the routers, switches, etc. Moreover world lack of IPv6 ready services (such as the main one, DNS, we only have a few IPv6 ready DNS) and, most of all, a global TCP/IP network infrastructure that is not IPv6 compliant yet. There are also a lot of security issues. NAT is no more necessary with IPv6, and hiding IP topology will not be a security strategy anymore.

The big jump

January 14th, 2011

Hi guys.
A new year has just started, predicted to be an year of changes (for me).
Yes, I’m writing in English, and I’ll try to do it always, without falling in temptation. First change, done! :) I though it’s better to be understood by the entire world. Moreover it’s the international language and we are respectful men.

It seems it’s going to start a new era of my life. In a few months I should get the master degree, the last one. This means it’s time to play with something more interesting and, why not, join the world of work (seriously). Usually I’m not interested in palm reading, but let’s make some predictions, as used early in a new year, with a few tags: networking, linux kernel, virtual environments, fun.

I am not going to spend more words for now, let time reveal the future!

Rispolveriamo la Fonera: sottorete IPv6

October 5th, 2010

Erano un po’ di giorni che guardavo la mia vecchia Fonera (oggetto di alcuni post precedenti), e pensavo a quanti giocattolini avessi comprato, usato per un po’, e lasciato marcire da qualche parte. Poi ieri, girando per la rete, sono arrivato sul sito di un Tunnel Broker IPv6 (Hurricane Electric) che permette, previa registrazione gratuita, di avere connettività sul mondo IPv6 (con una sottorete /64) tramite tunnel IPv4 con uno dei suoi server. Anni fa avevo già provato questo genere di servizi, al tempo un po’ più difficili da trovare per connessioni private a IP dinamico, un po’ per farci esperimenti, ma più che altro per fare il figo (ogni informatico che si rispetti ha avuto un passato da lameruccio :D ) su IRCNet con IPv6 e DNS AAAA, di quelli superfantasiosi. Ora però mi incuriosiva il fatto di poter sfruttare l’intera sottorete per distribuire indirizzi v6 sui pc di casa. Allora mi sono detto, perché non rispolverare la Fonera e creare una bella sottorete IPv6 dinamica? :D

Detto, fatto! Eh si, quando mi prende non riesco a dire di no.

Ho preso la Fonera. Ci ho flashato l’ultimo firmware OpenWrt Kamikaze (anche perché non ricordavo le password di accesso a quella già installata -.-’). Ho ripulito l’OpenWrt dei servizi inutili per risparmiare memoria. Ho configurato il tunnel con il tunnel broker. Installato e configurato Radvd, per l’assegnazione degli IPv6 ai client della sottorete, basati sul loro MAC address. Ed infine ho sistemato il tutto in scriptini, per l’aggiornamento automatico del tunnel (a casa abbiamo IP dinamico e la Fonera ha l’interfaccia WAN in DHCP sul router ADSL, dietro NAT).

Facciamo il resoconto. Uscite: una Fonera da 5 euro e una serata davanti la console. Entrate: una sottorete dinamica con IPv4 e IPv6 (e un po’ di esperienza). Tutto sommato penso ne sia valsa la pena. =)

Sono testardo, per fortuna..

May 6th, 2010

Capita a noi informatici, di tanto in tanto, di incappare in problemi inspiegabili. Quei problemi che ti fanno girare talmente tanto le scatole da portarti a prendere in considerazione l’idea di cambiare mestiere, magari per uno più pratico. Il fabbro ad esempio, che bel mestiere, il fabbro è un artista, e tutto ciò che crea è il semplice frutto delle sue azioni, dà un colpo sul pezzo di ferro, e quello si piega. Non si piega? Ne dà uno più forte. Semplice. Pura fisica.

Con i software non sempre è così. Usi un programma, qualcosa non va, e non capisci quale diamine possa essere la causa. Dare un colpo più forte potrebbe solo peggiorare le cose :D A chi non è mai capitato. Beh, con un passato da “linuxaro” a me è capitato spesso, anzi spessissimo. Eh quante guerre ho vinto contro la mia Gentoo, sfide all’ultima dipendenza, ore e ore spese inutilmente. Per non parlare della più vecchia Slackware :° Guerre che se non fossi stato testardo quanto sono, avrei perso sicuramente.

I tempi cambiano, ma le situazioni no. Ieri mi trovavo a fare il deploy di un’applicazione C# WPF, che interagisce con un database SQLite tramite il provider SQLite.Net, della famiglia ADO.Net. Prendo il mio Visual Studio 2010, ci installo InstallShield 2010, e creo il mio installer. Creo una macchina virtuale con una installazione “fresh” di Windows XP e framework .Net 4.0, installo il mio programmino. Tadadadammmm.. doppio click.. compare la classica finestra d’errore di windows -.-’ (tipica “faccia a goccia”)

Ora, siccome questa storia ha stancato fin troppo anche me, taglio corto e arrivo dritto alla fine: dopo aver sbattuto per delle ore, e dico ORE, ho finalmente risolto. Il problema era dovuto al fatto che la libreria del SQLite (System.Data.SQLite.dll) è stata sviluppata in MixedMode (SQLite è scritto in C) e per funzionare con il framework .Net 4.0 ha bisogno della direttiva useLegacyV2RuntimeActivationPolicy=”true” nel file di configurazione.
Ovvero nel file di configurazione app.config dell’applicazione va aggiunto:

<configuration>
<startup useLegacyV2RuntimeActivationPolicy=”true”>
<supportedRuntime version=”v4.0″ sku=”.NETFramework,Version=v4.0″/>
</startup>
</configuration>

Morale della favola, meno male che sono testardo, altrimenti non avrei risolto un bel niente :D

I hate fake people

September 30th, 2009
Dedico questo post ad una mia cara amica, che leggendo il precedente non ha trovato nulla che non fosse la mera descrizione di una chitarra, e si è lamentata di voler leggere qualcosa di personale una volta tanto. E devo dire che non c’è stato tanto bisogno di riflettere prima di decidere l’argomento del nuovo post =)
Nei miei 24 anni di vita ho conosciuto un bel po’ di persone. Molte persone normali, altre un po’ meno.
Ho conosciuto persone umili, altre arroganti. Persone innamorate alla follia, altre piene di odio incondizionato.
Grazie a Dio siamo esseri intelligenti, e in quanto tali impariamo con l’esperienza a trattare ogni tipo di persona. Ad essere umili con gli umili, a far abbassare la cresta agli arroganti, ecc. Talvolta però ce ne sono alcune che ci lasciano spiazzati, tra le più orribili che ci possano capitare, le persone false.
Ho usato il termine “alcune”, ma in realtà col passare del tempo ci accorgiamo che così poche non sono, ed è proprio questa la loro forza: non farsi riconoscere.
Spesso danno l’impressione di essere le uniche di cui puoi veramente fidarti, perché guardandole negli occhi credi di poter scoprire esattamente cosa c’è dentro di loro. Persone che hanno il coraggio di mentirti guardandoti fisso negli occhi, consapevoli di farti del male.
Spesso queste persone parlano di valori come la sincerità, l’amicizia o l’amore in modo favoloso. Ma in realtà non hanno idea di cosa siano. Dicono di non giudicare gli altri conoscendoli poco, ma sono le prime a sparare giudizi infondati.
Ciò che lascia spiazzati è il fatto che possono sembrare le migliori persone mai conosciute, ma una volta scoperte capiamo non hanno neanche i requisiti minimi per essere chiamate “persone”. “Puff”, le facciamo svanire insieme alla nostra considerazione nei loro confronti, che precipita istantaneamente a zero.
Il vero problema è che, quando scopri quello che sono veramente, per colpa loro non riuscirai mai più a fidarti di nessuno, neanche delle persone sincere e con valori veri.

Dedico questo post ad una mia cara amica, che leggendo il precedente non ha trovato nulla che non fosse la mera descrizione di una chitarra, e si è lamentata di voler leggere qualcosa di personale una volta tanto. E devo dire che non c’è stato tanto bisogno di riflettere prima di decidere l’argomento del nuovo post =)

Nei miei 24 anni di vita ho conosciuto un bel po’ di persone. Molte persone normali, altre un po’ meno.

Ho conosciuto persone umili, altre arroganti. Persone innamorate alla follia, altre piene di odio incondizionato.

Grazie a Dio siamo esseri intelligenti, e in quanto tali impariamo con l’esperienza a trattare ogni tipo di persona. Ad essere umili con gli umili, a far abbassare la cresta agli arroganti, ecc. Talvolta però ce ne sono alcune che ci lasciano spiazzati, tra le più orribili che ci possano capitare, le persone false.

Ho usato il termine alcune, ma in realtà col passare del tempo ci accorgiamo che così poche non sono, ed è proprio questa la loro forza: non farsi riconoscere.

Spesso danno l’impressione di essere le uniche di cui puoi veramente fidarti, perché guardandole negli occhi credi di poter scoprire esattamente cosa c’è dentro di loro. Persone che hanno il coraggio di mentirti guardandoti fisso negli occhi, consapevoli di farti del male.

Spesso queste persone parlano di valori come la sincerità, l’amicizia o l’amore in modo favoloso. Ma in realtà non hanno idea di cosa siano. Dicono di non giudicare gli altri conoscendoli poco, ma sono le prime a sparare giudizi infondati.

Ciò che lascia spiazzati è il fatto che possono sembrare le migliori persone mai conosciute, ma una volta scoperte capiamo che non hanno neanche i requisiti minimi per essere chiamate “persone”. “Puff”, le facciamo svanire dalla nostra vita insieme alla nostra considerazione nei loro confronti, che precipita istantaneamente a zero.

Il vero problema è che, quando scopri quello che sono veramente, per colpa loro non riuscirai mai più a fidarti di nessuno, neanche delle persone sincere e con valori veri.