Sono testardo, per fortuna..

maggio 6th, 2010

Capita a noi informatici, di tanto in tanto, di incappare in problemi inspiegabili. Quei problemi che ti fanno girare talmente tanto le scatole da portarti a prendere in considerazione l’idea di cambiare mestiere, magari per uno più pratico. Il fabbro ad esempio, che bel mestiere, il fabbro è un artista, e tutto ciò che crea è il semplice frutto delle sue azioni, dà un colpo sul pezzo di ferro, e quello si piega. Non si piega? Ne dà uno più forte. Semplice. Pura fisica.
Con i software non sempre è così. Usi un programma, qualcosa non va, e non capisci quale diamine possa essere la causa. Dare un colpo più forte potrebbe solo peggiorare le cose :D A chi non è mai capitato. Beh, con un passato da “linuxaro” a me è capitato spesso, anzi spessissimo. Eh quante guerre ho vinto contro la mia Gentoo, sfide all’ultima dipendenza, ore e ore spese inutilmente. Per non parlare della più vecchia Slackware :° Guerre che se non fossi stato testardo quanto sono, avrei perso sicuramente.
I tempi cambiano, ma le situazioni no. Ieri mi trovavo a fare il deploy di un’applicazione C# WPF, che interagisce con un database SQLite tramite il provider SQLite.Net, della famiglia ADO.Net. Prendo il mio Visual Studio 2010, ci installo InstallShield 2010, e creo il mio installer. Creo una macchina virtuale con una installazione “fresh” di Windows XP e framework .Net 4.0, installo il mio programmino. Tadadadammmm.. doppio click.. compare la classica finestra d’errore di windows -.-’ (tipica “faccia a goccia”)
Ora, siccome questa storia ha stancato fin troppo anche me, taglio corto e arrivo dritto alla fine: dopo aver sbattuto per delle ore, e dico ORE, ho finalmente risolto. Il problema era dovuto al fatto che la libreria del SQLite (System.Data.SQLite.dll) è stata sviluppata in MixedMode (SQLite è scritto in C) e per funzionare con il framework .Net 4.0 ha bisogno della direttiva useLegacyV2RuntimeActivationPolicy=”true” nel file di configurazione.
Ovvero nel file di configurazione app.config dell’applicazione va aggiunto:

<configuration>
<startup useLegacyV2RuntimeActivationPolicy=”true”>
<supportedRuntime version=”v4.0″ sku=”.NETFramework,Version=v4.0″/>
</startup>
</configuration>

Morale della favola, meno male che sono testardo, altrimenti non avrei risolto un bel niente :D

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I hate fake people

settembre 30th, 2009
Dedico questo post ad una mia cara amica, che leggendo il precedente non ha trovato nulla che non fosse la mera descrizione di una chitarra, e si è lamentata di voler leggere qualcosa di personale una volta tanto. E devo dire che non c’è stato tanto bisogno di riflettere prima di decidere l’argomento del nuovo post =)
Nei miei 24 anni di vita ho conosciuto un bel po’ di persone. Molte persone normali, altre un po’ meno.
Ho conosciuto persone umili, altre arroganti. Persone innamorate alla follia, altre piene di odio incondizionato.
Grazie a Dio siamo esseri intelligenti, e in quanto tali impariamo con l’esperienza a trattare ogni tipo di persona. Ad essere umili con gli umili, a far abbassare la cresta agli arroganti, ecc. Talvolta però ce ne sono alcune che ci lasciano spiazzati, tra le più orribili che ci possano capitare, le persone false.
Ho usato il termine “alcune”, ma in realtà col passare del tempo ci accorgiamo che così poche non sono, ed è proprio questa la loro forza: non farsi riconoscere.
Spesso danno l’impressione di essere le uniche di cui puoi veramente fidarti, perché guardandole negli occhi credi di poter scoprire esattamente cosa c’è dentro di loro. Persone che hanno il coraggio di mentirti guardandoti fisso negli occhi, consapevoli di farti del male.
Spesso queste persone parlano di valori come la sincerità, l’amicizia o l’amore in modo favoloso. Ma in realtà non hanno idea di cosa siano. Dicono di non giudicare gli altri conoscendoli poco, ma sono le prime a sparare giudizi infondati.
Ciò che lascia spiazzati è il fatto che possono sembrare le migliori persone mai conosciute, ma una volta scoperte capiamo non hanno neanche i requisiti minimi per essere chiamate “persone”. “Puff”, le facciamo svanire insieme alla nostra considerazione nei loro confronti, che precipita istantaneamente a zero.
Il vero problema è che, quando scopri quello che sono veramente, per colpa loro non riuscirai mai più a fidarti di nessuno, neanche delle persone sincere e con valori veri.

Dedico questo post ad una mia cara amica, che leggendo il precedente non ha trovato nulla che non fosse la mera descrizione di una chitarra, e si è lamentata di voler leggere qualcosa di personale una volta tanto. E devo dire che non c’è stato tanto bisogno di riflettere prima di decidere l’argomento del nuovo post =)

Nei miei 24 anni di vita ho conosciuto un bel po’ di persone. Molte persone normali, altre un po’ meno.

Ho conosciuto persone umili, altre arroganti. Persone innamorate alla follia, altre piene di odio incondizionato.

Grazie a Dio siamo esseri intelligenti, e in quanto tali impariamo con l’esperienza a trattare ogni tipo di persona. Ad essere umili con gli umili, a far abbassare la cresta agli arroganti, ecc. Talvolta però ce ne sono alcune che ci lasciano spiazzati, tra le più orribili che ci possano capitare, le persone false.

Ho usato il termine alcune, ma in realtà col passare del tempo ci accorgiamo che così poche non sono, ed è proprio questa la loro forza: non farsi riconoscere.

Spesso danno l’impressione di essere le uniche di cui puoi veramente fidarti, perché guardandole negli occhi credi di poter scoprire esattamente cosa c’è dentro di loro. Persone che hanno il coraggio di mentirti guardandoti fisso negli occhi, consapevoli di farti del male.

Spesso queste persone parlano di valori come la sincerità, l’amicizia o l’amore in modo favoloso. Ma in realtà non hanno idea di cosa siano. Dicono di non giudicare gli altri conoscendoli poco, ma sono le prime a sparare giudizi infondati.

Ciò che lascia spiazzati è il fatto che possono sembrare le migliori persone mai conosciute, ma una volta scoperte capiamo che non hanno neanche i requisiti minimi per essere chiamate “persone”. “Puff”, le facciamo svanire dalla nostra vita insieme alla nostra considerazione nei loro confronti, che precipita istantaneamente a zero.

Il vero problema è che, quando scopri quello che sono veramente, per colpa loro non riuscirai mai più a fidarti di nessuno, neanche delle persone sincere e con valori veri.

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Ibanez RG 550 LTD. Let’s rock!

settembre 29th, 2009

Ibanez RG 550 LTD

Torno a scrivere sul blog per presentarvi il mio nuovo gioiellino (‘nuovo’ forse non è il termine più appropriato visto che è in mio possesso ormai da diversi mesi, e per di più è di seconda mano). Come preannuncia il titolo dell’articolo, l’oggetto in questione è una chitarra, la Ibanez RG 550 LTD in colorazione Purple. Pur essendo una chitarra di fascia bassa (il prezzo di listino si aggira sui 300-350 euro) ha tutto quanto occorre per divertirsi a pieno, con manico veloce, tipico delle Ibanez, ponte Floyd Rose, che permette vibrati profondi senza uscire dall’accordatura, 5 pickup di buona qualità. Una nota di merito va anche all’estetica, con la sua bella colorazione viola lucido e gli intarsi a dente di squalo. Per quanto riguarda le corde, ho montato delle Ernie Ball Regular Slinky, che si sono rivelate ottime e versatili.

Vi ho presentato la chitarra, ora passiamo al resto. Non si può mica pensare di far suonare una chitarra elettrica senza un amplificatore! Le mie esigenze principali sono la mobilità e la versatilità, a discapito di qualità e caratteristiche particolari (dopo tutto sono ancora alle prime armi). Quindi la scelta per l’amplificatore è caduta su una scheda audio esterna (in particolare la JamLab della M-Audio) che si è rivelata vincente accoppiata al mio Mac. Dopo aver provato un po’ di software per amplificazione/distorsione, la soluzione con cui mi sono trovato meglio è stata Guitar Rig, che permette in poco tempo di trovare il setup ideale per i propri pezzi. La qualità e il tempo di risposta sono spaventosi, considerando che si usa un’architettura general purpose per un’elaborazione real time per eccellenza.

Dunque, che dire.. let’s rock! O meglio, let’s Metal!

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the waking up..

gennaio 19th, 2009

Dopo un po’ di mesi mesi torno a scrivere sul blog. L’Erasmus in Svezia è finito da pochi giorni, ed ora tocca tornare alla dura realtà, dopo aver _vissuto_ un sogno durato cinque mesi..

L’impatto con l’Italia è stato _drammatico_. Vivendo così a lungo all’estero, in un paese civile e splendido come la Svezia, si notano tante differenze con l’Italia (piccole o grandi che siano), e non è così facile riadattarsi. E’ come quando si cambia un vecchio cellulare a schermo B/N con uno a colori di nuova generazione, una volta abituati al nuovo è impossibile tornare al vecchio.

Tanto per fare un esempio parliamo del giorno del mio ritorno. Scendo dall’aereo, area satura di smog che faccio a fatica a respirare. Esco dall’aereoporto, mi accingo ad attraversare la strada passando per le strisce pedonali, e un’auto mi sfreccia davanti, accelerando invece che frenare =.= Entro nell’autobus, e mi rendo presto conto di essere l’unico idiota ad aver obliterato il biglietto. Noto che l’autobus è dotato di un enorme display su cui _dovrebbe_ essere indicata la prossima fermata, quindi penso “perfetto, almeno so quando scendere, e non rischio di perdermi”. L’autobus parte, ed ovviamente il display rimane spento =.= Penso “Nessun problema, sono abbastanza sveglio da accorgermi quando sarà il momento di scendere semplicemente guardando il nome della fermata un po’ prima di passarci”. Arrivo alla fermata, dico “eccola”, mi guardo intorno per prenotare la fermata, e noto con estremo nervoso che non ci sono pulsanti piu’ vicini di 3 mt e che l’autobus è stracolmo di gente e non posso muovermi! Risultato: sono dovuto scendere alla fermata successiva =.= Per fortuna non ho dimenticato il vizio comune di fregare la roba altrui, e sono stato attento ai bagagli, altrimenti avrei anche rischiato di “perdere” pezzi per strada..

Ultimamente mi capita di chiedermi come mai tutta questa gente continui a vivere in un paese incivile come questo.. nel mio caso forse è semplicemente pigrizia, in altri casi forse è ignoranza (in senso buono si intende). Altra cosa incredibile è che all’estero l’Italia è amata da tutti, ma credo sia solo perchè in realtà vive di “rendita”, grazie alla storia e alle opere d’arte che abbiamo ereditato dai nostri antenati, altrimenti di sicuro non avrebbe la fama di cui gode..

Un po’ di giorni prima di tornare, parlando della mia partenza con un’amica, preso da una crisi nostalgica, dissi qualcosa del tipo: “Italy flows in my blood, Sweden beats in my heart!”

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Courses started..

settembre 7th, 2008

Ecco altri 5 minuti di tregua per lasciare un altro post.

Che dire. Anche i corsi sono iniziati (ormai da una settimana) e per fortuna sono meno traumatici di quando avessi potuto immaginare. I professori parlano piano e si capisce tutto alla perfezione, forse anche grazie al fatto che il 90% dei termini sono in Inglese tecnico, a cui ormai sono abituato.

Il primo giorno di lezione entra il professore di Real-Time (seguo Real-Time Systems e Compiler Design per il primo periodo), ed è un Giapponese. Mi guardo intorno, e mi rendo conto che l’80% degli studenti sono giapponesi (ma questo non centra nulla con quello che sto per dire =). Insomma, penso subito “Oh Cristo! Ma quando ho scelto il corso non potevo far attenzione al nome del professore? Ora vedrai che non si capirà un cazzo, sti giapponesi parlano tutti veloce”. Invece inizia a parlare e, con grande stupore, parlava piano, scandiva bene le parole, e si capiva tutto! Che culo!

Passato il momento di panico, mi accorgo che sto tipo ha tra le mani una macchinina costruita coi LEGO :°D Ebbene si, durante il corso dovremo programmare un SO Real-Time per giocare con la macchinina! Fantastico! Ahahahah

Infatti poi s’è messo a parlare un po del corso di Real-Time, e ha sottolineato che per passare st’esame occorre prepararsi fondamentalmente in due modi:

- Programmare in C e Ada

- Giocare con i LEGO :°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°D

Per quanto riguarda Compiler Design, che dire, il professore è Svedese, o almeno sembra, e si capisce bene anche lui quando spiega. (A parte che nomina troppo spesso il linguaggio ML, che non ho la piu’ pallida idea di come sia :)

Ora mi aspetta una bella sauna. See u!

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