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	<title>Alfredo Cardigliano</title>
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	<description>Linux Kernel &#38; Network Device Drivers Hacker Since 2010</description>
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		<title>IPv4 address exhaustion</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 19:52:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo Cardigliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[IANA]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[IPv4]]></category>
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		<description><![CDATA[Internet user, you should know that IPv4 address exhaustion is becoming closer, or let&#8217;s use a more appropriate term: imminent! As you can see from the image on the right (a screenshot taken from the Hurricane Electric web site) the countdown for the estimated date of IPv4 address exhaustion will reach 0 tomorrow! In fact, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cardigliano.net/wp-content/uploads/2011/02/Schermata-2011-02-02-a-19.52.27.png"><br />
<img class="alignright size-medium wp-image-155" title="IPv4 IPv6 Statistics 2 February 2011" src="http://www.cardigliano.net/wp-content/uploads/2011/02/Schermata-2011-02-02-a-19.52.27-92x300.png" alt="IPv4 IPv6 Statistics 2 February 2011" width="92" height="300" /> </a> Internet user, you should know that IPv4 address exhaustion is becoming closer, or let&#8217;s use a more appropriate term: imminent!</p>
<p>As you can see from the image on the right (a screenshot taken from the Hurricane Electric web site) the countdown for the estimated date of IPv4 address exhaustion will reach 0 tomorrow! In fact, the last free IPv4 /8 block has been assigned in these days by IANA.</p>
<p>Who is <em>IANA</em>? <em>IANA</em> is the authority that distributes addresses to the regional Internet registries (such as <em>RIPE</em>), for assignment to end users and local Internet registries (such as ISPs). The IPv4 address list has 256 blocks, each block has 16,777,216 /8 addresses, so we have <strong>4.3 billion</strong> IPv4 total addresses.</p>
<p>What will happen now?</p>
<p>You may have heard about <strong>IPv6</strong>, the &#8216;new&#8217; Internet Protocol, established in 1998 to supplant IPv4. Whereas IPv4 uses 32 bit addresses, IPv6 uses 128 bit addresses, which dramatically increase number of available addresses from 4.3 billion to:</p>
<p><strong> 340,282,366,920,938,463,463,374,607,431,768,211,456</strong></p>
<p>But, is the world ready to migrate? I don&#8217;t think so.</p>
<p>Someone can say migration has already started. In fact every modern OS has an IPv4/IPv6 dual-stack  implementation, but this is not true for network devices, such as most of the routers, switches, etc. Moreover world lack of IPv6 ready services (such as the main one, DNS, we only have a few IPv6 ready DNS) and, most of all, a global TCP/IP network infrastructure that is not IPv6 compliant yet. There are also a lot of security issues. NAT is no more necessary with IPv6, and hiding IP topology will not be a security strategy anymore.</p>
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		<title>Rispolveriamo la Fonera: sottorete IPv6</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 13:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo Cardigliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[fonera]]></category>
		<category><![CDATA[IPv6]]></category>
		<category><![CDATA[openwrt]]></category>

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		<description><![CDATA[Erano un po&#8217; di giorni che guardavo la mia vecchia Fonera (oggetto di alcuni post precedenti), e pensavo a quanti giocattolini avessi comprato, usato per un po&#8217;, e lasciato marcire da qualche parte. Poi ieri, girando per la rete, sono arrivato sul sito di un Tunnel Broker IPv6 (Hurricane Electric) che permette, previa registrazione gratuita, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Erano un po&#8217; di giorni che guardavo la mia vecchia Fonera (oggetto di alcuni post precedenti), e pensavo a quanti giocattolini avessi comprato, usato per un po&#8217;, e lasciato marcire da qualche parte. Poi ieri, girando per la rete, sono arrivato sul sito di un Tunnel Broker IPv6 (<a href="http://tunnelbroker.net/" target="_blank">Hurricane Electric</a>) che permette, previa registrazione gratuita, di avere connettività sul mondo IPv6 (con una sottorete /64) tramite tunnel IPv4 con uno dei suoi server. Anni fa avevo già provato questo genere di servizi, al tempo un po&#8217; più difficili da trovare per connessioni private a IP dinamico, un po&#8217; per farci esperimenti, ma più che altro per fare il figo (ogni informatico che si rispetti ha avuto un passato da lameruccio <img src='http://www.cardigliano.net/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> ) su IRCNet con IPv6 e DNS AAAA, di quelli superfantasiosi. Ora però mi incuriosiva il fatto di poter sfruttare l&#8217;intera sottorete per distribuire indirizzi v6 sui pc di casa. Allora mi sono detto, perché non rispolverare la Fonera e creare una bella sottorete IPv6 dinamica? <img src='http://www.cardigliano.net/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Detto, fatto! Eh si, quando mi prende non riesco a dire di no.</p>
<p>Ho preso la Fonera. Ci ho flashato l&#8217;ultimo firmware OpenWrt Kamikaze (anche perché non ricordavo le password di accesso a quella già installata -.-&#8217;). Ho ripulito l&#8217;OpenWrt dei servizi inutili per risparmiare memoria. Ho configurato il tunnel con il tunnel broker. Installato e configurato Radvd, per l&#8217;assegnazione degli IPv6 ai client della sottorete, basati sul loro MAC address. Ed infine ho sistemato il tutto in scriptini, per l&#8217;aggiornamento automatico del tunnel (a casa abbiamo IP dinamico e la Fonera ha l&#8217;interfaccia WAN in DHCP sul router ADSL, dietro NAT).</p>
<p>Facciamo il resoconto. Uscite: una Fonera da 5 euro e una serata davanti la console. Entrate: una sottorete dinamica con IPv4 e IPv6 (e un po&#8217; di esperienza). Tutto sommato penso ne sia valsa la pena. =)</p>
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		<title>Sono testardo, per fortuna..</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 17:54:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo Cardigliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[.Net 4.0]]></category>
		<category><![CDATA[SQLite]]></category>
		<category><![CDATA[System.Data.SQLite.dll]]></category>
		<category><![CDATA[Visual Studio 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Capita a noi informatici, di tanto in tanto, di incappare in problemi inspiegabili. Quei problemi che ti fanno girare talmente tanto le scatole da portarti a prendere in considerazione l&#8217;idea di cambiare mestiere, magari per uno più pratico. Il fabbro ad esempio, che bel mestiere, il fabbro è un artista, e tutto ciò che crea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Capita a noi informatici, di tanto in tanto, di incappare in problemi inspiegabili. Quei problemi che ti fanno girare talmente tanto le scatole da portarti a prendere in considerazione l&#8217;idea di cambiare mestiere, magari per uno più pratico. Il fabbro ad esempio, che bel mestiere, il fabbro è un artista, e tutto ciò che crea è il semplice frutto delle sue azioni, dà un colpo sul pezzo di ferro, e quello si piega. Non si piega? Ne dà uno più forte. Semplice. Pura fisica.</p>
<p>Con i software non sempre è così. Usi un programma, qualcosa non va, e non capisci quale diamine possa essere la causa. Dare un colpo più forte potrebbe solo peggiorare le cose <img src='http://www.cardigliano.net/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  A chi non è mai capitato. Beh, con un passato da &#8220;linuxaro&#8221; a me è capitato spesso, anzi spessissimo. Eh quante guerre ho vinto contro la mia Gentoo, sfide all&#8217;ultima dipendenza, ore e ore spese inutilmente. Per non parlare della più vecchia Slackware :° Guerre che se non fossi stato testardo quanto sono, avrei perso sicuramente.</p>
<p>I tempi cambiano, ma le situazioni no. Ieri mi trovavo a fare il deploy di un&#8217;applicazione C# WPF, che interagisce con un database SQLite tramite il provider SQLite.Net, della famiglia ADO.Net. Prendo il mio Visual Studio 2010, ci installo InstallShield 2010, e creo il mio installer. Creo una macchina virtuale con una installazione &#8220;fresh&#8221; di Windows XP e framework .Net 4.0, installo il mio programmino. Tadadadammmm.. doppio click.. compare la classica finestra d&#8217;errore di windows -.-&#8217; (tipica &#8220;faccia a goccia&#8221;)</p>
<p>Ora, siccome questa storia ha stancato fin troppo anche me, taglio corto e arrivo dritto alla fine: dopo aver sbattuto per delle ore, e dico ORE, ho finalmente risolto. Il problema era dovuto al fatto che la libreria del <strong>SQLite</strong> (<em>System.Data.SQLite.dll</em>) è stata sviluppata in MixedMode (SQLite è scritto in C) e per funzionare con il framework <em>.Net 4.0</em> ha bisogno della direttiva <em>useLegacyV2RuntimeActivationPolicy=&#8221;true&#8221;</em> nel file di configurazione.<br />
Ovvero nel file di configurazione app.config dell&#8217;applicazione va aggiunto:</p>
<div id="_mcePaste"><em>&lt;configuration&gt;</em></div>
<div id="_mcePaste"><em>&lt;startup useLegacyV2RuntimeActivationPolicy=&#8221;true&#8221;&gt;</em></div>
<div id="_mcePaste"><em>&lt;supportedRuntime version=&#8221;v4.0&#8243; sku=&#8221;.NETFramework,Version=v4.0&#8243;/&gt;</em></div>
<div id="_mcePaste"><em>&lt;/startup&gt;</em></div>
<div id="_mcePaste"><em>&lt;/configuration&gt;</em></div>
<p>Morale della favola, meno male che sono testardo, altrimenti non avrei risolto un bel niente <img src='http://www.cardigliano.net/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Ibanez RG 550 LTD. Let&#8217;s rock!</title>
		<link>http://www.cardigliano.net/2009/09/ibanez-rg-550-ltd-lets-rock/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 12:35:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo Cardigliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Music]]></category>
		<category><![CDATA[guitar]]></category>

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		<description><![CDATA[Torno a scrivere sul blog per presentarvi il mio nuovo gioiellino (&#8216;nuovo&#8217; forse non è il termine più appropriato visto che è in mio possesso ormai da diversi mesi, e per di più è di seconda mano). Come preannuncia il titolo dell&#8217;articolo, l&#8217;oggetto in questione è una chitarra, la Ibanez RG 550 LTD in colorazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26" class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><img class="size-medium wp-image-26   " style="border: 10px solid white;" title="Ibanez RG 550 LTD Purple" src="http://www.cardigliano.net/wp-content/uploads/2009/09/01pa1-300x225.jpg" alt="" width="240" height="180" /><p class="wp-caption-text">Ibanez RG 550 LTD</p></div>
<p>Torno a scrivere sul blog per presentarvi il mio nuovo gioiellino (&#8216;nuovo&#8217; forse non è il termine più appropriato visto che è in mio possesso ormai da diversi mesi, e per di più è di seconda mano). Come preannuncia il titolo dell&#8217;articolo, l&#8217;oggetto in questione è una chitarra, la Ibanez RG 550 LTD in colorazione Purple. Pur essendo una chitarra di fascia bassa (il prezzo di listino si aggira sui 300-350 euro) ha tutto quanto occorre per divertirsi a pieno, con manico veloce, tipico delle Ibanez, ponte Floyd Rose, che permette vibrati profondi senza uscire dall&#8217;accordatura, 5 pickup di buona qualità. Una nota di merito va anche all&#8217;estetica, con la sua bella colorazione viola lucido e gli intarsi a dente di squalo. Per quanto riguarda le corde, ho montato delle Ernie Ball Regular Slinky, che si sono rivelate ottime e versatili.</p>
<p>Vi ho presentato la chitarra, ora passiamo al resto. Non si può mica pensare di far suonare una chitarra elettrica senza un amplificatore! Le mie esigenze principali sono la mobilità e la versatilità, a discapito di qualità e caratteristiche particolari (dopo tutto sono ancora alle prime armi). Quindi la scelta per l&#8217;amplificatore è caduta su una scheda audio esterna (in particolare la JamLab della M-Audio) che si è rivelata vincente accoppiata al mio Mac. Dopo aver provato un po&#8217; di software per amplificazione/distorsione, la soluzione con cui mi sono trovato meglio è stata Guitar Rig, che permette in poco tempo di trovare il setup ideale per i propri pezzi. La qualità e il tempo di risposta sono spaventosi, considerando che si usa un&#8217;architettura general purpose per un&#8217;elaborazione real time per eccellenza.</p>
<p>Dunque, che dire.. let&#8217;s rock! O meglio, let&#8217;s Metal!</p>
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		<title>HotSpot con Fonera + OpenWRT</title>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2008 00:29:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo Cardigliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[chilli]]></category>
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		<category><![CDATA[openwrt]]></category>
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		<description><![CDATA[Dunque. Riprendo il discorso iniziato una paio di post fa. Eravamo rimasti al punto in cui avevo flashato il firmware DD-WRT sulla Fonera. DD-WRT è basata su OpenWRT, ha un&#8217;interfaccia Web per la gestione abbastanza carina ed intuitiva, nella versione standard ha tutto quanto possa servire su un access point per un uso comune. Quante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dunque. Riprendo il discorso iniziato una paio di post fa. Eravamo rimasti al punto in cui avevo flashato il firmware <strong>DD-WRT</strong> sulla Fonera. DD-WRT è basata su OpenWRT, ha un&#8217;interfaccia Web per la gestione abbastanza carina ed intuitiva, nella versione standard ha tutto quanto possa servire su un access point per un uso comune. Quante belle cose! Peccato però che: 1.Occupa <strong>un sacco di risorse</strong>, 2.Le cose automatiche <strong>non</strong> <strong>funzionano</strong> mai come dovrebbero!</p>
<p>Per farla breve ho pensato di fare qualche esperimento per poter usare la Fonera come HotSpot. Ovvero un utente si collega all&#8217;access point, quando cerca di navigare viene rediretto su una pagina per il login (per intenderci un captive portal), e il controllo delle credenziali viene effettuato tramire un server Radius. In questo modo è possibile autenticare gli utenti e fare accounting (pensate che figata per un Hotel che vuole dare connettività ai suoi clienti nel rispetto delle normative).</p>
<p>Passiamo al dunque. Installo e configuro <strong>FreeRADIUS</strong> sul mio serverino di casa. Creo il database per gli utenti Radius su <strong>MySQL</strong>. Configuro <strong>Chilli </strong>(in pratica si tratta di un servizietto che gestisce il captive portal) su DD-WRT (si..voglio provare prima su DD-WRT, tanto è tutto automatico, ci metto due secondi.. poi lo faccio anche con OpenWRT) dall&#8217;interfaccia Web. Ok, è tutto pronto! Testo.. nulla!</p>
<p>Ok, sarebbe stato troppo semplice. Quindi con anima serena mi metto a cercare su google possibili soluzioni ai vari problemini che ho riscontrato, e ad apportare modifiche qua e la ecc.. ma niente, non  ne vuole sapere! Chilli sembra morto. Le cose automatiche non mi sono mai piaciute, non funzionano mai! Damn!</p>
<p>Quindi decido di passare direttamente a OpenWRT. Adoro le cose fatte a mano, mi danno un senso di controllo totale su tutto quanto ho sotto mano. Prendo la versione piu&#8217; recente di <strong>OpenWRT Kamikaze</strong> e la flasho sulla Fonera. Configuro le varie interfacce di rete, installo il modulo tun e il famoso Chilli con ipkg, configuro Chilli. Riavvio. Nulla, Chilli non ne vuole sapere di funzionare. Ok, passiamo alle maniere forti: messaggi di debug, a me! Per farla breve, dopo varie modifiche e reinstallazioni di OpenWRT finalmente tutto sembra funzionare: il captive portal, il controllo credenziali, l&#8217;accounting.</p>
<p>Ora non mi rimane che pensare al prossimo esperimento. Asterisk sulla Fonera? =)</p>
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